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Terapia Manuale
MANIPOLAZIONE MIOFASCIALE – METODO STECCO


La manipolazione fasciale è una tecnica manuale adoperata in caso di tensioni muscolo-fasciali che possono produrre sensazioni dolorose. Costituisce un metodo riabilitativo innovativo per il trattamento di disfunzioni e sintomatologie dolorose a carico dell’apparato locomotore.

È stato elaborato e proposto da Luigi Stecco, dottore in fisioterapia e pioniere nell’aver messo in rilievo l’importanza della fascia nel trattare le affezioni muscolo-scheletriche.

Questa tecnica manuale si realizza attraverso manipolazioni e digito-pressioni tramite polpastrelli, nocche o gomiti in base all’ampiezza della zona da trattare che permette di distendere e agire sulla fascia corporis. Si tratta della membrana di tessuto connettivo presente sotto la pelle e che ricopre muscoli e organi, trasmettendo la forza tra un segmento corporei e l’altro. Questa membrana è parzialmente elastica ed in grado di assorbire stress sia fisici che psicologici.

 

 

 

Difatti, in seguito a  traumi, farmaci assunti, cattive abitudini alimentari e posturali oppure a causa di fattori come freddo e vento, questa fascia può riportare delle difficoltà di movimento articolare e muscolare della zona colpita.

 

In seguito ad un’accurata anamnesi clinica e una valutazione delle funzionalità muscolare si procede alla seduta terapeutica, la quale potrebbe generare una sensazione dolorosa che permane per alcune ore dopo il trattamento. Tuttavia , a distanza di 12 ore dall’applicazione terapeutica si osserva un netto ed evidente  miglioramento della sintomatologia dolorosa di partenza.

 

 

STRAIN COUNTERSTRAIN

Nel capitolo delle tecniche manuali riconosciute dal panorama scientifico, riveste un ruolo cardine la tecnica Strain Counterstrain,  la quale rappresenta  un gentile approccio manuale osteopatico, consistente in una procedura di riposizionamento neurologico passivo del corpo verso una specifica posizione di comodità.

Questo corretto riposizionamento risolverà il dolore e ripristinerà l’area in disfunzione, arrestando l’inappropriata attività propriocettiva che mantiene la disfunzione somatica (e quindi il dolorifica) nell’area interessata.

 

Ciò che orienta la diagnosi di un clinico che usa Strain Counterstrain (SCS) è la localizzazione di specifiche piccole aree di tensione nei tessuti di tutto il corpo, chiamati “Tender Points” (TP), cioè Punti Tesi. I quali guideranno l’operatore nella sua valutazione e strategia di trattamento. La posizione ideale nella quale vi è perlomeno una riduzione di due terzi di tensione nei (TP) indica il corretto posizionamento del corpo.

Lo Strain Counterstrain si differenzia dalle molte altre tecniche manuali per il fatto che essa è completamente neurologica e non manipolativa, oltre al fatto che è sicura, indolore e non traumatica per articolazioni e tessuti molli.

Lo SCS fonda le sue basi applicative su processi neuro-fisiologici che regolano il corpo umano, portando quindi al completo ripristino delle funzioni compromesse.

Un trattamento osteopatico con la tecnica Strain Counterstrain è in grado di :

  • Rilasciare la tensione in aree del corpo tesi
  • Riportare la forza nei muscoli inibiti
  • Ripristinare la mobilità articolare
  • Riprogrammare le catene muscolari
  • Ristabilire la simmetria del corpo
  • Ridurre il dolore neuropatico
  • Ridurre le algie muscolari durante il movimento
  • Riequilibrare le tensioni fasciali
  • Ridurre l’edema locale

 

DRENAGGIO LINFATICO MANUALE

Il LINFODRENAGGIO è una metodica in grado di incrementare la capacità di trasporto della linfa da parte del Sistema Linfatico e di favorire la creazione di circoli collaterali in zone adiacenti a quella interessata dall’edema, quindi determinare vere e proprie modifiche anatomiche atte a migliorare il flusso linfatico.

Gli effetti benefici di questa tecnica sono: Riassorbimento da parte dei capillari venosi del liquido interstiziale

• Trasporto del contenuto proteico dell’edema verso le stazioni linfonodali 

• Stimolazione cinetica dei vasi linfatici per azione sull’automatismo del linfangione (Segmento di un vaso linfatico delimitato tra 2 valvole )

• Riduzione degli spasmi della muscolatura liscia con inibizione del dolore da parte delle manovre stesse

• Induzione di neoformazione di vasi linfatici

• Rilassamento

• Stimolazione del sistema immunitario

• Trofismo del metabolismo e catabolismo dei tessuti disedemizzati

• Aumento della capacità di cicatrizzazione dei tessuti

 

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