Via Roma, 58 – Pomigliano d’Arco (NA)

FisioVita - Noemi Russo  >  Consigli Utili   >  SINDROME DEL DOLORE VESCICALE

SINDROME DEL DOLORE VESCICALE

 

La SINDROME DEL DOLORE VESCICALE rappresenta una nuova entità patologica caratterizzata principalmente dal sintomo del dolore, che s’inserisce nell’ ambito del cosiddetto “dolore pelvico cronico” e che costituisce una condizione patologica più nota, conosciuta come il termine di cistite interstiziale.

 

CHE COSA SIGNIFICA SINDROME DEL DOLORE VESCICALE?

 

Secondo la European Society for the Study of Interstitial Cystitis il termine Sindrome del Dolore Vescicale intende una condizione clinica persistete caratterizzata dalla presenza di dolore, da almeno sei mesi, di un dolore pelvico percepito come riferibile alla vescica e che si accompagna al almeno un sintomo minzionale, quali il persistente forte stimolo a mingere e la frequenza minzionale.

Tale patologia è maggiormente frequente nelle donne e insorge in media intorno ai 40 anni, anche se sempre più frequenti sono le diagnosi in età adolescenziale e giovanile.

Pur essendo una malattia cronica a carattere evolutivo, non sempre si assiste ad un peggioramento progressivo. La sintomatologia è tale da incidere significativamente sulla qualità di vita sino a rendere la persona affetta inabile alle attività quotidiane.

 

I SEGNI E I SINTOMI CHE CARATTERIZZANO LA SINDROME DEL DOLORE VESCICALE

Talvolta il dolore può essere accompagnato da disagio/pressione riferiti alla vescica, irradiato all’ uretra o alla regione perineale. Il dolore non è obbligatoriamente correlato al riempimento della vescica e non sempre diminuisce con lo svuotamento. Non è infrequente che si presente bruciore durante la minzione e la vulvodinia e la compromissione della funzione sessuale è presenta nel 54-70% dei casi.

Inoltre l’infiammazione dei tessuti può determinare anche condizioni proctologiche come dolore anale spontaneo o collegato alla defecazione (15-87%), stipsi o defecazione ostruita, sindrome del colon irritabile, sindrome del pavimento pelvico spastico che riduce la defecazione.

tutte queste condizioni patologiche associate possono determinare una forte aumento dello stress psicofisico che peggiora il benessere generale del paziente

 

COME ARRIVA LA DIAGNOSI?

Lo specialista di riferimento cui è affidato tutto il processo diagnostico è l’urologo insieme a ginecologo, gastroenterologo, colo-proctologo, fisiatra o fisioterapista esperto in disfunzioni del pavimento pelvico in modo da ottenere in modo sinergico il miglior risultato possibile.

Infatti la valutazione del pavimento pelvico spesso evidenzia condizioni patologiche quali l’ipertono e trigger points che fanno parte integrante del quadro clinico. Vi sono molti lavori che dimostrano che il trattamento riabilitativo del pavimento pelvico (trattamento mio fasciale, trattamento trigger points) possa portare ad un netto miglioramento nell’ ambito del dolore vescicale e dei sintomi minzionali.

QUALI SONO I RIMEDI?

Nel contesto delle strategie di primo livello sono necessarie:

  • Terapia comportamentale: attraverso la compilazione del diario minzionale, il controllo dell’idratazione e il lavoro della muscolatura del pavimento pelvico si aumenta gradualmente l’intervallo tra le minzioni e si riduce il dolore
  • Terapia riabilitativa: mirato a ridurre il dolore, i sintomi concomitante, correggere l’alterata funzione muscolare del piano perineale e dell’intero assetto posturale. Molti studi dimostrano che il trattamento riabilitativo può condurre ad un netto miglioramento della sintomatologia attraverso tecniche manuali, biofeedback, elettroterapia, ultrasuonoterapia, terapia farmacologica
  • Consigli dietetici : il paziente deve sperimentare in sé cibi che aumentano la sintomatologia attraverso un “diario del cibo”. Inoltre è necessario evitare/ridurre bevande acide, mirtillo rosso, pomodori, cioccolato, caffè, cibi piccanti e alcolici.
  • Eventuale terapia farmacologica sotto prescrizione medica

 

Al termine del percorso terapeutico il paziente è inviato ad interventi programmatici di sorveglianza clinica e strumentale (ecografia addome, esame delle urine, esplorazione rettale, valutazione del pavimento pelvico, esame urodinamico) per controllare l’andamento della fase subacuta della patologia e la presenza di eventuali complicanze.

 

 

Per ulteriori informazioni, contattaci!