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Fisioterapia del Pavimento Pelvico

COSA FARE QUANDO L’INCONTINENZA URINARIA CONDIZIONA LE TUE GIORNATE?

Nessuno ne parla perché è un problema che riguarda la sfera intima del mondo femminile e non solo.  Eppure questo disturbo affligge il 13% delle donne sopra i 40 anni e questa percentuale aumenta con l’aumentare dell’età.

Per poter comprendere e trovare una soluzione a questa fastidiosa problematica partiamo dalla sua definizione: si tratta di una perdita involontaria di urina che può verificarsi in diverse situazioni. Tipicamente le perdite accadono durante gli sforzi come per esempio quello che si compie per portare dei pesi o più semplicemente durante la tosse o ridendo.

La modalità comune di sottovalutare il problema tende a far cronicizzare il disturbo esponendo le parti intime a potenziali irritazioni e ulteriori rischi. 

 Tra le cause che generano Incontinenza urinaria femminile, vi è sicuramente la gravidanza. Il peso del bimbo, infatti, crea uno stress alle strutture di supporto determinando una diminuzione della capacità di sostegno delle stesse con conseguente sviluppo dell’incontinenza.

Fattori aggravanti possono essere rappresentati dalla lacerazione del perineo durante la fase espulsiva del parto. Inoltre anche un aumento del peso, associato ad una ridotta attività fisica regolare e un calo ormonale tipico durante la menopausa, può determinare questa condizione.

 COSA FARE QUINDI IN QUESTI CASI?

Dopo un’accurata valutazione uro-ginecologica è possibile infatti essere seguite, da fisioterapiste specializzate nella riabilitazione del pavimento pelvico e nella risoluzione di questo disturbo.

Il piano terapeutico si avvale di esercizi specifici, ad esempio quelli di Kegel, che possono avvenire con o senza l’ausilio di un dispositivo chiamato Biofeedback. Questo strumento consente di controllare la forza di contrazione dei muscoli del piano pelvico cosicchè la paziente acquisti una chiara percezione di come eseguire gli esercizi.

Il tutto avviene senza disagi o dolore e sempre sotto la stretta sorveglianza della fisioterapista che insegnerà anche una serie di esercizi da eseguire a casa.

Un ciclo , composto da 12 sedute a cadenza bi o monosettimanale, è nella maggior parte dei casi sufficiente a produrre un sostanziale miglioramento della sintomatologia e talvolta anche risolutivo.

Solo nei casi più gravi potrebbe essere necessario un trattamento più lungo. Se la sintomatologia si è instaurata negli ultimi mesi di gravidanza è opportuno aspettare almeno un mese dopo il parto per iniziare il trattamento riabilitativo.

 

Un esercizio che puoi già iniziare a fare consiste di interrompere il flusso dell’urina e mantenerla per circa 2-3 secondi prima di ricominciare. Può essere effettuato in qualsiasi situazione vi troviate, sia se state in piedi che sdraiate. Questa semplice attività stimolerà la muscolatura pelvica aiutandoci a comprendere meglio quali muscoli sono interessati dal problema.

 

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 Aspettare di più non è una buona soluzione in quanto le situazioni più gravi trovano come soluzione esclusiva la chirurgia e aspettare non fa altro che cronocizzare il distrurbo.

 

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